ART118_120

Il crocefisso di San Damiano

LA FIGURA DEL CRISTO

Al centro della composizione c'è Cristo. Egli non è
crocifisso, ma vivo, in piedi e le sue braccia esprimono
un gesto d'accoglienza. I suoi occhi sono aperti e
guardano il mondo. Sulla sua testa è presente una
corona di gloria e non di spine, dove è raffigurata una
croce. E' Gesù glorificato ("Io sono la luce del mondo;
chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la
luce della vita" {Gv 8,12}). Nel petto è disegnato il
profilo del Padre, voltato verso il lato sinistro di Gesù
(Come tu, Padre, sei in me {Gv 17,22}). La gola ed il
collo sono molto pronunciati, a significare l'alitare dello
Spirito Santo (Alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito
Santo {Gv 20,22}).

Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio et da me
fede dricta, speranza certa e caritade
perfecta,
senno et cognoscemento,
Signore,
che faccia lo tuo santo e verace
commandamento. Amen.
(San Francesco)

Nella parte superiore dell’icona c’è un
medaglione rosso nell’interno del quale è
rappresentata l’Ascensione. Gesù nella mano
sinistra stringe una croce d’oro, strumento
della sua vittoria che ora è il suo scettro regale.
La sua veste di colore oro annuncia la sua
vittoria. Sulla sua spalla ondeggia una stola di
colore rosso simbolo del suo dominio. Intorno
ci sono gli Angeli che lo accolgono vestiti come
il loro Signore. Sotto troviamo i caratteri l.H.S.
che sono le prime tre lettere del nome Gesù e
quindi la scritta NAZARE REX IUDEQRUM:
GESU’ NAZZARENO RE DEI GIUDEI.
IL MEDAGLIONE E L’ISCRIZIONE
Nel mezzo medaglione che cima il
dipinto, appare la mano destra del
Padre che impartisce la benedizione.
Benedizione che rappresenta il
dono dello Spirito Santo (Ora io vi
dico la verità: è bene per voi che io
me ne vada, perché, se non me ne
vado, non verrà a voi il Consolatore;
ma quando me ne sarò andato, ve lo
manderò. {Gv 167}).
LA MANO DEL PADRE
Il Crocefisso di "S. Damiano“ é stato dipinto nel
XII Secolo da un'anonimo pittore Umbro, l'opera
presenta una forte influenza bizantina. La tela, sulla
quale é stata dipinta l'icona, é incollata su una lista
di legno di noce alta 190 cm, larga 120 cm e spessa
12 cm. Nel 1206 {Leggenda dei tre compagni, cap.
V, n.13} mentre passava vicino alla chiesa di San
Damiano, fu ispira to a entrarvi. Andatoci prese a
fare orazione fervidamente davanti all'immagine
del Crocifisso, che gli parlo con commovente bontà:
"Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando?
Va' dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto,
il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore”. Egli
aveva pero frainteso: pensava si trattasse di quella
chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina.
Per quelle parole del Cristo egli si fece
immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima
ch‘era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli ii
messaggio. Uscito dalla chiesa, trovo il sacerdote
seduto lì accanto, e mettendo mano alla borsa,
gli offri del denaro dicendo: ”Messere, ti prego di
comprare l'olio per fare ardere una lampada dinanzi
a quel Crocifisso. Finiti questi soldi, te ne porterò
degli altri, secondo il bisogno”.

{n. 14} In seguito a questa visione, il suo cuore si
struggeva, come ferito, al ricordo della passione
del Signore. Finché visse ebbe sempre nel cuore le
stimmate di Gesù il che si manifestò mirabilmente più
tardi, quando le piaghe del Crocifisso si riprodussero
in modo visibile nel suo corpo. Rese più aspra la sua
austerità; sano o malato che fosse, era durissimo con
il suo corpo e quasi mai lo trattò con riguardo. Tanto
che, arrivato il giorno della morte, confessò di avere
molto peccato contro il suo fratello corpo.
....Dopo la visione e le parole del Crocifisso di San
Damiano, Francesco partecipò alla passione di Cristo
fino alla morte.

Quando nel 1257, le Clarisse si trasferirono dalla
chiesa di San Damiano a quella di San Giorgio,
presero con loro il Crocifisso. Ora la preziosa reliquia
é custodita nella Basilica di Santa Chiara.